UN CAPPELLO PIENO DI CILIEGE. ORIANA FALLACI GENEALOGISTA ANTE-LITTERAM
- gmaddaloni89
- Jul 28, 2024
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Updated: Sep 18, 2024

Chiunque, anche i meno esperti o appassionati di cultura e letteratura, sa chi sia Oriana Fallaci: la giornalista e scrittrice italiana (o scrittore, come volutamente ha fatto incidere sulla sua lapide) più famosa del ‘900. Passionale, idealista, dura e pura, tanto amata quanto odiata, stakanovista e avventuriera, ha espresso bene i valori yang/maschili del suo tema natale, quelli che l’hanno resa famosa in tutto il mondo e le hanno regalato l’immortalità letteraria: Luna in Ariete, Saturno in Sagittario svettante al Mediocielo, Marte e Nettuno congiunti in Leone in casa 6. Combattività, coraggio, rigore e disciplina che rasentano la spietatezza, dedizione al lavoro: tutte caratteristiche che poggiano su un idealismo e una convinzione di valori che qualcuno definirebbe fanatismo. Eppure, la Fallaci non era solo questo. Se ci limitassimo a osservare Sole e Ascendente, ad esempio, noteremmo che si tratta di una dolcissima Cancro con Sole in casa 4 e Ascendente Pesci: empatia, dolcezza, grande importanza per la famiglia e le proprie radici, per il passato.
Dall’inizio degli anni ’90 la Fallaci è stata impegnata in quello che lei stessa definì “il romanzo della mia vita”, ossia Un Cappello pieno di ciliege, l’epopea postuma che narra le origini della sua famiglia tanto dal ramo paterno che da quello materno, partendo dai suoi trisavoli del ‘700 per giungere fino ai suoi nonni paterni: Giacoma e Antonio. Il romanzo sarebbe dovuto giungere fino a lei, Oriana, raccontando anche dei suoi genitori e della sua infanzia e adolescenza vissute sotto il regime fascista. Ma non ha fatto in tempo: il cancro contro cui lottava da quasi venti anni se l’è portata via prima, il 15 settembre del 2006. A detta di Edoardo Perazzi, suo nipote ed erede testamentario, l’ossessione per la conoscenza delle sue origini ancestrali le era sempre appartenuta, e, con essa, la volontà di ripercorrerne la storia e scriverci un romanzo[1]. Tale necessità si fece poi imperante dalla scoperta di suddetto cancro e dalla consapevolezza che presto o tardi se ne sarebbe andata:
“Ora che il futuro s’era fatto corto e mi sfuggiva di mano con l’inesorabilità della sabbia che cola dentro una clessidra, mi capitava spesso di pensare al passato della mia esistenza: cercare lì le risposte con le quali sarebbe giusto morire. Perché fossi nata, perché fossi vissuta, e chi o che cosa avesse plasmato il mosaico di persone che da un lontano giorno d’estate costituiva il mio Io”. (da “Un Cappello pieno di ciliege”, romanzo postumo).
[1] Da Un cappello pieno di ciliege, p.827
Fu così che, a inizio anni ’90, scelse volontariamente di isolarsi dal mondo nella “torre d’avorio” della sua casa a Manhattan, dedicandosi esclusivamente al romanzo della sua famiglia e alle monumentali ricerche storiche per ricostruire il suo albero genealogico. Con una perizia maniacale e costante nel tempo – è stato un lavoro durato quasi vent’ anni – si mise alla ricerca di catasti, archivi, registri parrocchiali che attestassero nascite, matrimoni, battesimi, morti. Nel frattempo, annotava gli aneddoti che, bambina, ascoltava dai genitori e dai nonni e, unendo le sue ricerche e i racconti di famiglia alla poetica fantasia che naturalmente le scaturiva dalla penna, riuscì a poco a poco a risalire ai volti e ai nomi di Carlo, Caterina, Giobatta, Francesco, Montserrat, Anastasìa, eccetera, per (ri)dar loro una storia.
Ma, da un punto di vista astrogenealogico, chi era Oriana Fallaci? Quale compito le era stato assegnato dal suo albero genealogico in questa vita? E soprattutto: ha portato a termine l’incarico che, come membro della sua famiglia, l’albero le aveva assegnato? Proviamo a dare una risposta indagando il suo tema natale in chiave astrogenealogica:
NOTA: il tema natale presenta Rodden Rating 2A: vale a dire che è estremamente attendibile. FONTE: Ciro Discepolo
Guardando il tema natale della Fallaci, notiamo in primis Saturno in Sagittario in casa 10 e l’Ascendente Pesci. Ma perché sono i primi due elementi a cui facciamo caso? Perché in Astrogenealogia Saturno e Ascendente rappresentano rispettivamente il mandato familiare e il progetto senso, vale a dire il raggiungimento della sicurezza e della stabilità dell’albero, le modalità per arrivarci e il progetto genealogico di cui ogni membro della famiglia si dovrà occupare durante tutto il corso della sua vita, allo scopo di guarire, evolvere e far progredire l’albero stesso. Con Saturno in Sagittario e in casa 10, che “troneggia” su tutti gli altri pianeti della tema natale, il mandato familiare della Fallaci era chiarissimo: restituire stabilità economica, fiducia e ottimismo all’albero, ampliandone gli orizzonti in senso fisico, intellettuale e spirituale, per compensarlo di privazioni passate legate alla mancanza di un’istruzione e a migrazioni dolorose. Come? Con un duro lavoro che richiedesse tanto studio, tanti viaggi. Impossibile per chi – come me – ha letto Un cappello pieno di ciliege, non pensare alla povertà che per generazioni ha afflitto il suo clan tanto dal lato paterno che materno. Memorabili in tal senso sono le parole di Tosca, madre di Oriana, che riportò alla figlia per incitarla a costruirsi una sua indipendenza economica e professionale e che Oriana ricordò quando scelse di dedicarle la laurea ad honorem che ricevette nel 1990 dalla Columbia University: “Studia, non fare come me, non diventare schiava del marito e dei figliuoli, studia, vai nel mondo, studia! […]
Io non volevo imitare la mamma: volevo vendicarla” .
Ѐ cosa nota che, oltre ad aver viaggiato in tutto il mondo per fare i suoi reportage e le sue interviste, abbia risieduto per lungo tempo a New York City, scegliendo di tornare a Firenze, sua città natale, solo per morirci ed esservi sepolta. Con il prestigio e il denaro ricavati dal suo lavoro di giornalista e scrittrice ha potuto assicurare una vita più agiata alla sua famiglia (la casa nel Chianti per i suoi genitori la acquistò con i primi guadagni da giornalista, e provvide di non far mai mancar loro nulla, consapevole della povertà vissuta da tutti loro sotto il Fascismo e durante la Seconda Guerra Mondiale).
Per quanto riguarda il tema “migrazioni dolorose”, poi, abbiamo nella storia del suo clan almeno due esempi significativi: in primis quello di Daniello Launaro, trisavolo materno, pescatore livornese rapito dai pirati berberi e fatto schiavo ad Algeri per ben vent’anni, fino alla sua uccisione avvenuta durante un tentativo di fuga. Costui era stato quindi sradicato con forza dalla sua terra natìa, costretto contro la sua volontà ad allontanarsi dalla sua patria per non farvi mai più ritorno. In secundis, c’è stata Anastasìa Ferrier, la bellissima e spregiudicata bisnonna paterna che, diciottenne e fresca di parto, s’era imbarcata per le Americhe rinunciando alla piccola Giacoma, la bimba che aveva appena dato alla luce e che sarebbe poi divenuta la nonna paterna di Oriana, per lasciarsi alle spalle la “colpa” di quell’amore clandestino con uomo già sposato e il ”frutto del peccato” generato da quell’unione proibita. Unione e bambina che, se fossero venuti alla luce, sarebbero stati oggetto di grande scandalo sia per lui che per lei. Fu così che Anastasìa scelse di rifarsi una vita nel Nuovo Mondo, salvo pentirsene quattordici anni dopo e rientrare in penisola a cercare la figlia mai riconosciuta. Sono episodi strazianti, che certamente si sono impressi come un marchio a fuoco nella memoria collettiva di questo albero genealogico e che ne hanno condizionato i destini per le generazioni a venire.
L’Ascendente Pesci, simbolo del progetto senso che l’albero affida ad ogni membro della famiglia per continuare a vivere, ci parla di una persona incaricata di connettersi alle emozioni più antiche e ancestrali, inclusi i dolori, dare spazio a una maggiore emotività e compassione alle esperienze di tutti gli avi. Lo ritroviamo tutto nelle parole della stessa Oriana, tratte dal prologo di Un cappello pieno di ciliegie: “…sapevo che quei personaggi non potevano essere un frutto della mia fantasia perché li sentivo dentro di me, condensati nel mosaico di persone che da un lontano giorno d’estate costituivano il mio Io. […] scoprii addirittura […] creature nelle quali potevo identificarmi fino allo spasimo, di cui potevo supporre ogni gesto e ogni pensiero, ogni pregio ed ogni difetto, ogni sogno ed ogni avventura. Sicché la ricerca si mutò in una saga da scrivere, una fiaba da ricostruire con la fantasia. […] E tutti quei nonni, nonne, bisnonni, bisnonne, trisnonni, trisnonne, arcavoli e arcavole, insomma tutti quei miei genitori, diventarono miei figli, perché stavolta ero io a partorire loro, a dargli anzi ridargli la vita che essi avevano dato a me”. (dal prologo di Un cappello pieno di ciliege, p.11).
L’albero genealogico di Oriana Fallaci, redatto da lei stessa durante le ricerche per il romanzo di famiglia (da Un cappello pieno di ciliege).
Tale Ascendente, che è a 9 gradi, fa trigono al suo Sole in Cancro in casa 4: ed è qui, che, in tutta la sua potenza, si è manifestato, attraverso la scrittura e la pubblicazione del romanzo di famiglia. Se i valori di Fuoco e Terra hanno avuto la meglio per gran parte della vita di Oriana, sono i valori d’Acqua che invece si sono manifestati preponderanti nell’ultima parte della sua esistenza. Un cappello pieno di ciliege è stato un atto di liberazione, compassione e amore per tutti i suoi cari, presenti e passati, anche e soprattutto quelli più sfortunati, esclusi, reietti, dimenticati. La missione è stata portata a termine, il progetto senso di questa Anima si è compiuto.


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